Negli anni scorsi diverse ricerche e articoli hanno documentato la somiglianza fra queste due macro-categorie, a livello di sintomi (tolleranza, craving, astinenza), di comorbilità e di funzionamento dei meccanismi cerebrali, preparando così il terreno all’attuale riclassificazione del GAP fra le dipendenze comportamentali.

Non a caso nel DSM-V tutta l’area delle dipendenze comportamentali è ridisegnata ed estesa, ma soprattutto viene per la prima volta unificata come una distinta entità clinica e neuro-biologica.

Un articolo di Clark del 2014 (Disordered gambling: the evolving concept of behavioral addiction, Annals of the New York Academy of Sciences, 1327 (1), pp. 46-61) esamina le ragioni dell’evoluzione concettuale della categoria di “dipendenza comportamentale”, soffermandosi in particolare sul caso del GAP.

La questione più dibattuta a proposito dell’inclusione del GAP nelle dipendenze comportamentali è, secondo l’autore, spiegare in che modo un comportamento, in assenza di stimolazioni esterne provocate dall’assunzione di sostanze, possa diventare una dipendenza.

Analizzando i risultati della letteratura, Clark sostiene che vi siano molte analogie, a livello di meccanismi di ricompensa e di distorsioni cognitive, fra l’uso di sostanze e alcuni comportamenti patologici come il gioco d’azzardo compulsivo. Nel GAP, ad esempio, il rapporto che il giocatore instaura con la “fortuna”, il “caso” e che si tramuta sul piano cognitivo nell’illusione di controllare e/o di influenzare l’andamento del gioco, può costituire un potente fattore di distorsione della realtà che agisce anche a livello neurologico e comportamentale. Diversi studi hanno approfondito, grazie alla risonanza magnetica e ad altre avanzate tecniche neuro-biologiche, i meccanismi cerebrali che si attivano nel giocatore d’azzardo durante le sessioni di gioco, evidenziando la centralità del craving e dell’impulsività.

Sebbene vi sia necessità di ulteriori ricerche e di approfondimenti teorici e clinici, appaiono così stabilite alcune importanti somiglianze fra GAP e dipendenze da sostanze, nonostante nel caso del gioco d’azzardo patologico non si riscontrino in modo chiaro gli stessi danni cerebrali presenti nell’assunzione di sostanze.

(estratto da http://www.cesda.net)

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